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Italia in Pin Umbria - Acquasparta

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Comune di Acquasparta \ Sindaco: Roberto Romani \ Altitudine: 320 m s.l.m. \ Superficie: 79, 58 kmq \ Abitanti: 4.929 \ Densità: 61, 94 ab/kmq \ Frazioni: Casigliano, Casteldelmonte, Configni, Firenzuola, Macerino, Portaria, Rosaro, Scoppio \ Comuni confinanti: Avigliano Umbro, Massa Martana, Montecastrilli, Spoleto, Terni, Todi \ Cod. postale: 05021 \ Nome abitanti: acquaspartani \ Santo patrono: S. Cecilia
Queste foto sono state scattate scattate nei giorni immediatamente successivi alla Festa del Rinascimento. Le bandiere delle contrade sono ancora al loro posto. #umbriainpin #rinascimentoacquasparta

Queste foto sono state scattate scattate nei giorni immediatamente successivi alla Festa del Rinascimento. Le bandiere delle contrade sono ancora al loro posto. #umbriainpin #rinascimentoacquasparta

Così si conclude la nostra "storia in pin" di Palazzo Cesi per #umbriainpin. Se vuoi rileggerla, non devi far altro che cliccare sull'hashtag #palazzocesi per caricare tutte le pin che raccontano la storia del palazzo.

Così si conclude la nostra "storia in pin" di Palazzo Cesi per #umbriainpin. Se vuoi rileggerla, non devi far altro che cliccare sull'hashtag #palazzocesi per caricare tutte le pin che raccontano la storia del palazzo.

Un giro per i vicoli di Acquasparta, in una mattina di giugno. #umbriainpin

Un giro per i vicoli di Acquasparta, in una mattina di giugno. #umbriainpin

#palazzocesi 8. Federico muore nel 1630. Nel corso degli anni, la famiglia Cesi disperde gran parte del patrimonio scientifico da lui accumulato. Ma l’Accademia dei Lincei è sopravvissuta ai secoli - la sede attuale è a Roma. E anche il palazzoè sopravvissuto, e anche oggi occupa maestoso la piazza principale del paese, dedicata a Federico. [foto di S.Proietti]

#palazzocesi 8. Federico muore nel 1630. Nel corso degli anni, la famiglia Cesi disperde gran parte del patrimonio scientifico da lui accumulato. Ma l’Accademia dei Lincei è sopravvissuta ai secoli - la sede attuale è a Roma. E anche il palazzoè sopravvissuto, e anche oggi occupa maestoso la piazza principale del paese, dedicata a Federico. [foto di S.Proietti]

Lo #Scoppio è un minuscolo borgo dimenticato, una delle frazioni montanare di Acquasparta. Abitato per secoli da poche famiglie coraggiose che hanno coltivato montagne impervie e questi boschi fitti, è stato abbandonato negli anni '50 in seguito a un terremoto. Ora è un paese fantasma, in cui la natura si prende con forza il suo successo sulle pietre. Per chi ci arriva è, alla fine di una bellissima camminata, l'occasione per passeggiare fra le macerie del tempo.

Lo #Scoppio è un minuscolo borgo dimenticato, una delle frazioni montanare di Acquasparta. Abitato per secoli da poche famiglie coraggiose che hanno coltivato montagne impervie e questi boschi fitti, è stato abbandonato negli anni '50 in seguito a un terremoto. Ora è un paese fantasma, in cui la natura si prende con forza il suo successo sulle pietre. Per chi ci arriva è, alla fine di una bellissima camminata, l'occasione per passeggiare fra le macerie del tempo.

Nella località di Configni c'è la Rocca di Montalbano: risalente al XII sec., fu al centro di lotte per il possesso del territorio da parte di abbazie e nobili locali. Oggi, disabitata, continua a dominare la campagna. #italiainpin #umbria #acquasparta

Nella località di Configni c'è la Rocca di Montalbano: risalente al XII sec., fu al centro di lotte per il possesso del territorio da parte di abbazie e nobili locali. Oggi, disabitata, continua a dominare la campagna. #italiainpin #umbria #acquasparta

Come in (quasi) tutti i paesi umbri, c’è da salire un po’ per arrivare fino alla piazza… #umbriainpin

Come in (quasi) tutti i paesi umbri, c’è da salire un po’ per arrivare fino alla piazza… #umbriainpin

In queste mattine di giugno, invece, sono le voci dei bambini, in vacanza dalla scuola, a farla da padrone. #umbriainpin

In queste mattine di giugno, invece, sono le voci dei bambini, in vacanza dalla scuola, a farla da padrone. #umbriainpin

Nelle sere d’estate, da queste parti, è ancora possibile vedere gli anziani del paese che escono a “prendere il fresco.” Seduti di fronte ai loro portoni, i pettegolezzi del paese che rimbalzano da un lato all’altro dei vicoli… #umbriainpin

Nelle sere d’estate, da queste parti, è ancora possibile vedere gli anziani del paese che escono a “prendere il fresco.” Seduti di fronte ai loro portoni, i pettegolezzi del paese che rimbalzano da un lato all’altro dei vicoli… #umbriainpin

#palazzocesi 6.Nel 1609 Federico, ormai padrone del suo patrimonio, è in grado di occuparsi dell’Accademia a tempo pieno. Si trasferisce in pianta stabile ad Acquasparta nel 1618, dove periodicamente lo raggiungono i Lincei (cui ora si è aggiunto anche Galileo Galilei). L’idea è quella di scrivere un’enciclopedia, o “Theatrum Totius Naturae”, e di pubblicare le opere di Galileo, insieme con traduzioni di antiche opere scientifiche arabe o greche... (continua) [foto di S.Proietti]

#palazzocesi 6.Nel 1609 Federico, ormai padrone del suo patrimonio, è in grado di occuparsi dell’Accademia a tempo pieno. Si trasferisce in pianta stabile ad Acquasparta nel 1618, dove periodicamente lo raggiungono i Lincei (cui ora si è aggiunto anche Galileo Galilei). L’idea è quella di scrivere un’enciclopedia, o “Theatrum Totius Naturae”, e di pubblicare le opere di Galileo, insieme con traduzioni di antiche opere scientifiche arabe o greche... (continua) [foto di S.Proietti]

#palazzocesi 2.Nel 1564 i documenti parlano di maestranze lombarde in paese: comincia la costruzione. Mi piace pensare al loro arrivo ad Acquasparta, alla sorpresa dei contadini di fronte ai lavori che questo loro duca romano cominciava nella contrada di Porta Nova. L’architetto è probabilmente Gian Domenico Bianchi. Il modello è quello dei sontuosi palazzi dei Farnese. Il duca fa decorare le pareti con immagini della storia e del mito. (continua) [grazie a Sandro Proietti per le foto]

#palazzocesi 2.Nel 1564 i documenti parlano di maestranze lombarde in paese: comincia la costruzione. Mi piace pensare al loro arrivo ad Acquasparta, alla sorpresa dei contadini di fronte ai lavori che questo loro duca romano cominciava nella contrada di Porta Nova. L’architetto è probabilmente Gian Domenico Bianchi. Il modello è quello dei sontuosi palazzi dei Farnese. Il duca fa decorare le pareti con immagini della storia e del mito. (continua) [grazie a Sandro Proietti per le foto]

Gran cosa i nomi di luogo, in Umbria. Lo #Scoppio non deve certo il suo nome ad un'esplosione, ma al latino "scopulus": era, infatti, un perfetto punto d'osservazione verso la pianura sottostante, verso Spoleto. Adesso, a fare la guardia a questo valico c'è solo qualche pietra sconnessa, e qualche escursionista temerario...

Gran cosa i nomi di luogo, in Umbria. Lo #Scoppio non deve certo il suo nome ad un'esplosione, ma al latino "scopulus": era, infatti, un perfetto punto d'osservazione verso la pianura sottostante, verso Spoleto. Adesso, a fare la guardia a questo valico c'è solo qualche pietra sconnessa, e qualche escursionista temerario...

Acquasparta, monumento ai caduti. Per chi è cresciuto da queste parti negli anni '90 (e oltre, immagino) questo è semplicemente "il Monumento" - il parco dove tutti i bambini del paese hanno passato pomeriggi interi a giocare. #umbriainpin #italiainpin

Acquasparta, monumento ai caduti. Per chi è cresciuto da queste parti negli anni '90 (e oltre, immagino) questo è semplicemente "il Monumento" - il parco dove tutti i bambini del paese hanno passato pomeriggi interi a giocare. #umbriainpin #italiainpin

La chiesa del Crocifisso prende il suo nome attuale nel 1738. Prima si chiamava Della Madonna del Giglio, prendendo il nome dall'omonima compagnia religiosa. Dentro, un dipinto ancora raffigura la Madonna del Giglio, e fuori una targa ricorda il vecchio "hospitalis"  dove si accoglievano poveri e malati. #umbriainpin #italiainpin

La chiesa del Crocifisso prende il suo nome attuale nel 1738. Prima si chiamava Della Madonna del Giglio, prendendo il nome dall'omonima compagnia religiosa. Dentro, un dipinto ancora raffigura la Madonna del Giglio, e fuori una targa ricorda il vecchio "hospitalis" dove si accoglievano poveri e malati. #umbriainpin #italiainpin

Vicoli e viuzze si allontanano da Piazza Federico Cesi, giocano a rincorrersi e a ritrovarsi dopo salite, discese e improbabili svolte. Ricordo che da piccolo, ogni volta che “salivo” al centro storico, avevo quasi paura di perdermi, da quanti vicoli si succedono in così poco spazio. #umbriainpin

Vicoli e viuzze si allontanano da Piazza Federico Cesi, giocano a rincorrersi e a ritrovarsi dopo salite, discese e improbabili svolte. Ricordo che da piccolo, ogni volta che “salivo” al centro storico, avevo quasi paura di perdermi, da quanti vicoli si succedono in così poco spazio. #umbriainpin

Nel vecchio convento adiacente alla chiesa, nello spazio in cui per secoli hanno abitato i frati francescani, ora si trova la “Casa della Cultura” intitolata a Matteo D’Acquasparta. Lo spazio ospita mostre, concerti, e cerimonie pubbliche. #umbriainpin

Nel vecchio convento adiacente alla chiesa, nello spazio in cui per secoli hanno abitato i frati francescani, ora si trova la “Casa della Cultura” intitolata a Matteo D’Acquasparta. Lo spazio ospita mostre, concerti, e cerimonie pubbliche. #umbriainpin